4 - L'aggressione
L’aggressione si svolse in due fasi, il gruppo
di giovani di sinistra stava ritornando da piazza Giovenale dove non
era avvenuto nessun contatto con i fascisti e tantomeno avevano avuto
conferma della aggressione subita da qualche giovane. Mentre si
ricongiungevano con il gruppetto che li attendeva all’incrocio tra via
Marziale e viale Medaglie d’Oro, una quarantina di fascisti provenienti
dalla sezione missina si attestarono sui due lati di Viale Medaglie
d’Oro, il più numeroso si fermò all’altezza dell’edicola, l’altro alla
stessa altezza ma sul marciapiede opposto.
Dal gruppo di fascisti vengono lanciati sassi e qualche bottiglia
vuota, il gruppo di sinistra si compatta all’altezza del benzinaio, non
risponde all’attacco anche perché nessuno aveva niente da usare allo
scopo, comunque rimangono fermi senza scappare. I missini si ritirano e
rientrano verso la loro sede. Dopo qualche minuto, i giovani di
sinistra notarono un furgone della polizia, evidentemente fino a qual
momento fermo davanti alla sede fascista, che si dirigeva lentamente
verso di loro.
Il blindato scendeva a luci spente sul
lato sinistro di viale Medaglie d’Oro, direzione Piazzale degli Eroi,
immediatamente dietro, seminascosto dal furgone, procedeva nella stessa
direzione un gruppo di fascisti (tra i 20 e i 25), sul marciapiede
opposto si intravedevano poche persone (2 o 3) anche queste in
direzione del gruppo di sinistra.
Parallelamente al blindato ma qualche metro più avanti, tra il blindato
e il piccolo gruppo di fascisti sul marciapiede sinistro, si notavano
due poliziotti in divisa anch’essi diretti verso l’incrocio.
All’altezza dell’edicola il gruppo più consistente dei fascisti si
arresta, da qui viene lanciato qualche sasso verso i compagni, due
persone si staccano dal gruppo più grosso e, attraversando di corsa il
viale, si uniscono al gruppetto sul lato opposto che intanto si era
fermato all’altezza del semaforo.
La manovra congiunta della polizia e dei
fascisti preoccupa i giovani di sinistra che retrocedono sospettando la
provocazione, lentamente, per non lasciare nessuno indietro, i compagni
cominciano ad allontanarsi.

Movimento di fascisti e polizia poco prima dell'agguato
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Il blindato scendeva a luci spente sul lato sinistro di viale Medaglie
d’Oro, direzione Piazzale degli Eroi, immediatamente dietro,
seminascosto dal furgone, procedeva nella stessa direzione un gruppo di
fascisti (tra i 20 e i 25), sul marciapiede opposto si intravedevano
poche persone (2 o 3) anche queste in direzione del gruppo di
sinistra.
Parallelamente al blindato ma qualche metro più avanti, tra
il blindato e il piccolo gruppo di fascisti sul marciapiede sinistro, si
notavano due poliziotti in divisa anch’essi diretti verso l’incrocio.
All’altezza dell’edicola il gruppo più consistente dei fascisti
si arresta, da qui viene lanciato qualche sasso verso i compagni, due
persone si staccano dal gruppo più grosso e, attraversando di corsa il
viale, si uniscono al gruppetto sul lato opposto che intanto si era
fermato all’altezza del semaforo.
La manovra congiunta della polizia e dei fascisti preoccupa i
giovani di sinistra che retrocedono sospettando la provocazione,
lentamente, per non lasciare nessuno indietro, i compagni cominciano ad
allontanarsi.
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